urbanistica

L’elevato livello di sismicità delle aree appenniniche ha prodotto effetti distruttivi sui contesti sociali, urbanistici ed edilizi¸ ha  minato l’identità stessa ed il senso di appartenenza delle comunità. 
Oggi, le popolazioni insediate nelle aree coinvolte sanno bene che le attività per la ricostruzione devono confrontarsi spesso con la molteplicità di soggetti istituzionali e non, con la carenza di risorse economiche ed organizzative e con una certa fragilità del contesto locale composto per lo più da centri storici e borghi che, con alcune eccezioni, se da un lato costituiscono l’ossatura storica, culturale, ambientale del paese e la sua stessa identità, dal punto di vista economico e produttivo sono spesso considerati, dalle statistiche ufficiali, comuni allo spopolamento, aree interne depresse e svantaggiate.
Dopo il sisma catastrofico del 2016 gli abitanti dei borghi distrutti hanno dovuto affrontare, nel lento processo della ricostruzione, non solo il rischio sismico ma anche i fenomeni di rischio idrogeologico (frane soprattutto ma anche alluvioni) che caratterizzano l’Appennino.

Per questo l’approccio proposto da ReStart interessa in modo trasversale tutti gli aspetti delle politiche di gestione e sviluppo del territorio: la ricostruzione del tessuto edilizio urbanistico dei centri colpiti dal sisma, il rischio idrogeologico, la programmazione e la tutela della risorsa idrica in un contesto di rafforzata capacità di governo degli enti locali e delle istituzioni centrali.

borgo da ricostruire
ESEMPI DI BORGHI DA RICOSTRUIRE E IL PAI: IL CASO DEL COMUNE DI NORCIA

 

Attraverso ReStart si può dotare la filiera dei decision maker (in cui saranno rappresentati i partner del progetto, gli stakeholder, pubblici e privati sia a livello centrale che territoriale, e gli enti di ricerca) di un solido, univoco ed aggiornato  quadro di riferimento delle condizioni di pericolosità urbana e territoriale per migliorare la governance della ricostruzione.

Sono in via di definizione disciplinari e protocolli di azione della filiera delle competenze secondo procedure e strumenti standardizzati per la formulazione e assunzione delle decisioni a diversi livelli istituzionali.

Consulta i documenti relativi al 1° Rapporto sulle attività svolte:

  1. Ricognizione sullo stato dei Piani Attuativi - Integrazione con i PAI
     
  2. Ricognizione sullo stato dei Piani Attuativi - Integrazione con la pericolosità da frana ed idrogeologica - L'Atlante dei 138 comuni del cratere del sisma 2016 in relazione alla pericolosità idrogeologica e da frana e agli esiti di agibilità degli edifici

     
Data di ultima modifica: 21/04/2020
Data di pubblicazione: 21/04/2020