partecipazione Pubblica Marche

Si è svolto in modalità videoconferenza mercoledì 20 settembre l'incontro di Partecipazione pubblica per l'aggiornamento del Piano di Gestione Risorsa Idrica (PGDAC.3) con focus sui Piani Regionali di Tutela della Regione Marche. Il Segretario generale dell'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino centrale, Erasmo D'Angelis, ha aperto i lavori sottolineando l'importanza della partecipazione dei portatori d’interesse alla redazione dei Piani di Gestione anche attraverso queste tipologie di incontri. È la stessa Direttiva 2000/60/CE (acque) a definire la partecipazione pubblica un elemento fondamentale per il reale raggiungimento degli obiettivi di tutela della risorsa idrica. Questi incontri, infatti, sono parte integrante di un percorso che prevede il costante coinvolgimento di tutti i portatori di interesse al fine di assumere decisioni e misure di contrasto agli impatti antropici e di resilienza alle problematiche connesse ai cambiamenti climatici. Non a caso D'Angelis ha sottolineato come ormai sia sempre più evidente che gli eventi atmosferici cosiddetti "estremi" o "eccezionali" si stiano verificando sempre più di frequente, divenendo quindi tutt'altro che rare eccezioni e richiedendo quindi la messa in campo di nuove e necessarie misure di prevenzione. Non a caso l'Autorità, ha annunciato il Segretario generale, ha avviato un'interlocuzione con il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) per mettere a punto dei modelli probabilistici sull'area attualmente interessata dal progetto ReSTART (cratere sismico 2016-2017) e sull'intera area metropolitana di Roma. E non a caso lo stesso D'Angelis, rispondendo all'assessore all'Ambiente delle Marche Stefano Aguzzi, che ha insistito sul fatto che "non dobbiamo rincorrere le emergenze, ma gestire la risorsa idrica e affrontare dissesto idrogeologico in un'ottica di prevenzione", ha sottolineato  che fin dal 2017 "abbiamo individuato le Marche come modello di gestione della risorsa, per attività che vanno dallo schema idrico Anello dei Sibillini all'infrastruttura antisismica dell’acquedotto del Pescara".
Mario Smargiasso, dirigente dell'Autorità del settore subdistrettuale delle Marche, ha illustrato i dettagli del percorso di aggiornamento del Piano Acque, dal processo di partecipazione agli obiettivi ambientali fino al programma delle misure proposte, mentre Francesco Catania, dell'Area amministrativa, legale e istituzionale, ha fornito una disamina giuridica sui Contratti di fiume, ed Emanuele Sillato, dell'Area Risorsa idrica dell'Autorità, ha dedicato il proprio intervento alle funzioni e alle potenzialità offerte dall'Osservatorio Permamente sugli utilizzi idrici e dal relativo Bollettino Informativo dell'Osservatorio, attualmente già al secondo numero. 
Il coordinatore della divisione DG-SUA del ministero per la Transizione ecologica, Rosario Previti ha sottolineato che "quanto più i Piani di gestione sono redatti sulla base di studi approfonditi e costantemente aggiornati, incluse le conoscenze acquisibili dalla partecipazione, tanto più sono in grado di programmare interventi realmente efficaci per la salvaguardia di tutto l'ambiente naturale, di cui l’acqua è la linfa vitale", mentre il ricercatore dell'IRSA-CNR, Emanuele Romano, ha fornito un'analisi riguardante gli impatti dei cambiamenti climatici sulle risorse idriche del Distretto dell'Appenino centrale, sottolineando che "la ricorrenza dei periodi siccitosi è aumentata in frequenza: è l'aspetto che preoccupa di più perché impatta direttamente sui servizi di approvvigionamento idrico".
Debora Mancaniello, di Arpa Marche, ha presentato i risultati dello stato di qualità riguardante le acque superficiali e il trend evolutivo della stessa in funzione dell’attuazione dei programmi delle misure regionali, lasciando poi la parola a Roberto Brascugli per una analoga un'analisi sui corpi idrici sotterranei della Regione. 
Francesco Bocchino, dell'Ufficio Tutela delle acque e difesa del suolo e della costa delle Marche, ha esaminato lo stato della risorsa in relazione agli utilizzi idrici, tenendo conto anche degli effetti sui corpi idrici sotterranei del sisma 2016, lasciando poi la parola a Luigi Bolognini per una dettagliata descrizione del Piano Regionale di Tutela delle Acque delle Marche. 
Di particolare interesse è stato un focus approfondito sullo stato di avanzamento dei Contratti di fiume presenti nella Regione, esposto da Giuliana Porrà, sempre dell'Ufficio Tutela delle acque della Regione, con un documentato excursus storico dei 14 contratti attualmente attivi, e da Carlo Brunelli, coordinatore dei CdF Alto Potenza e Musone che ha illustrato, tra le varie, alcuni progetti nati sul territorio, dove si sta sperimentando un modello idrico avanzato, inclusivo della pratica di riuso delle acque, e uno studio sul deflusso ecologico. Carlo Brunelli auspica e sottolinea che questi importanti momenti partecipativi siano sempre più approfonditi e frequenti. L’Autorità rimarca l’importante contributo dei contratti di fiume, strumento partecipato e territorialmente condiviso, che attraverso l’applicazione dell’Art. 68 bis del Testo Unico Ambientale concorre concretamente alla corretta implementazione della Direttiva 2000/60/CE.


Il prossimo incontro di Partecipazione pubblica per l'aggiornamento del Piano di Gestione della risorsa idrica si svolgerà con la Regione Lazio il 3 novembre.

Data di ultima modifica: 22/10/2021
Data di pubblicazione: 22/10/2021