paglia
Il dibattito pubblico per la prima volta in 23 comuni di 3 regioni

Si è conclusa da pochi giorni la gara - affidata a Invitalia - del progetto di fattibilità del sistema di invasi sul fiume Paglia, finanziato dal Ministero delle infrastrutture e delle mobilità sostenibili e con l'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino centrale come soggetto attuatore. E oggi, a Orvieto, è stato presentato il libro "Il fiume Paglia sicuro, pulito, da vivere", frutto delle collaborazione tra l'Autorità e Alta Scuola. Il volume, curato da Endro Martini e distribuito gratuitamente sul territorio, costituisce un ulteriore tassello del dibattito pubblico riguardante il progetto dei cosiddetti "laghi della tranquillità", ovvero una serie di invasi che saranno realizzati lungo il bacino del Paglia non solo come difesa dal rischio alluvioni, ma anche come fonti di approvvigionamento a cui attingere in caso di siccità. Il fiume, infatti, è non solo famoso per essere, tra gli affluenti di destra del Tevere, il principale per lunghezza e quello di maggiore portata; è purtroppo tristemente noto anche per il suo carattere torrentizio e i suoi improvvisi colmi di piena, che in passato hanno dato più volte luogo a drammatiche alluvioni, come quella del novembre 2012, quando sono stati duramente colpiti i territori della Maremma grossetana, del viterbese, dell’orvietano, del marscianese e del perugino. Ora si lavora per mettere al sicuro territorio e popolazione.

Il progetto di fattibilità del sistema di invasi sul Paglia investirà un'area vasta in cui sono compresi 23 Comuni e che si estende entro i confini di tre Regioni (Umbria, Toscana e Lazio). E, come ha sottolineato il Segretario generale dell'Autorità Erasmo D'Angelis intervenendo a Orvieto, "qui, nel cuore dell'Italia, verrà realizzato un multiprogetto per mitigare la forza prorompente delle alluvioni e al tempo stesso mitigare le siccità che possono verificarsi, si darà vita a quella che è forse l'impresa più green del territorio e che sarà preceduta dal più ampio dibattito pubblico mai realizzato".

Non a caso Carlo Ferranti, dirigente dell'Area difesa suolo dell'Autorità, ha sottolineato che l'opera "è un'opportunità che va colta, è una scelta tutta a favore del territorio" e non a caso Pietro Ciaravola, dirigente dell'Area risorsa idrica dell'Autorità, ha insistito sul fatto che il dibattito pubblico non è una pura formalità: "Sarà un momento di ascolto del territorio ma non fine a se stesso. L'interlocuzione con la popolazione, con le istituzioni, con le associazioni, con tutti i soggetti coinvolti ha come preciso obiettivo quello di migliorare la progettazione". Progettazione che, hanno sottolineato diverse personalità che hanno scritto interventi per il libro presentato a Orvieto, risponderà sì alle due principali esigenze di queste aree, cioè mitigazione del rischio idrogeologico e approvvigionamento di risorsa idrica in caso di necessità, ma dovrà anche tutelare e valorizzare il fiume e contribuire a conservare e anche aumentare la qualità naturalistica dell'asta fluviale e della biodiversità. Come ha osservato il curatore del volume Endro Martini ricordando che il progetto interessa un'area comprendente 23 Comuni e 3 Regioni compresa in un unico bacino idrografico "con questa operazione sul Paglia diamo un futuro a questo territorio".

 

Data di ultima modifica: 11/04/2022
Data di pubblicazione: 11/04/2022