osservatorio febbraio
D'Angelis: "È uno degli effetti dei cambiamenti climatici. Possibile riunione d'urgenza nelle prossime settimane"

La situazione è di preallarme. Molto dipenderà dalle precipitazioni del periodo primaverile, la situazione rimarca uno scenario di severità idrica ancora basso ma quel che è certo fin d'ora è che il deficit idrico potrebbe sta raggiungere livelli significativi all'interno in alcune aree del Distretto dell'Appennino centrale se da qui alla stagione estiva non si verificheranno precipitazioni sufficientemente intense.

Si è svolta oggi in modalità videoconferenza la riunione dell'Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici. Nel corso dell'incontro sono stati forniti il quadro d’insieme delle condizioni climatiche e idrologiche nel Distretto dell'Appennino centrale aggiornato a gennaio 2022, a cura di Irsa-Cnr, lo stato della risorsa e il trend evolutivo delle aree con criticità idrica, a cura delle Regioni del Distretto e dei gestori del sistema idrico, la tendenza previsionale meteorologica nazionale e di Distretto, a cura del Dipartimento di Protezione civile nazionale. L'appuntamento è stato inoltre l'occasione per presentare il quarto numero del Bollettino informativo dell'Osservatorio che, nella forma introdotta nel numero precedente, riporta la sintesi delle azioni di contrasto associate allo scenario di severità. Per il prossimo Bollettino è previsto un approfondimento di questa sezione. Al di là delle leggere differenze che caratterizzano le diverse zone del Distretto, un dato comunque è comune ed emerge su tutto: le scarse precipitazioni registrate dall'inizio del 2022 fanno temere un'estate siccitosa al pari del 2017, a meno che non ci sia una netta inversione di tendenza nei mesi primaverili.

Ad aprire i lavori dell'Osservatorio è stato il Segretario generale dell'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino centrale Erasmo D'Angelis, il quale ha inquadrato il potenziale rischio di scarsità idrica del Distretto facendo riferimento ad una situazione più generalizzata di scarsità delle piogge su tutto il territorio nazionale, richiamando l'"allarme piuttosto elevato" per la magra invernale del PO più grave registrata negli ultimi 30 anni, e l'assenza di significative nevicate invernali sui rilievi, per concludere: "Se la scarsità di precipitazioni si conferma nei prossimi mesi si prevede una delle annate più siccitose, e questo è solo uno degli effetti dei cambiamenti climatici, su cui bisogna porre la massima attenzione". In particolare, per il Distretto dell'Appennino centrale, ha annunciato: "La situazione va monitorata costantemente e se diventa preoccupante convocheremo un Osservatorio straordinario per i primi di aprile".

A fornire il quadro d’insieme delle condizioni climatiche e idrologiche del Distretto è stato Emanuele Romano, dell'Irsa-Cnr, il quale ha sottolineato che anche se le precipitazioni dei mesi di novembre e dicembre 2021 sono risultate sopra la media, in particolar modo sul versante adriatico, quelle di gennaio 2022 sono state inferiori alla media storica su tutto il Distretto. Ciò ha portato a condizioni di deficit pluviometrico significativo su scale temporali lunghe, in particolar modo sulla costa tirrenica e sulla dorsale appenninica.

Tale deficit potrà impattare in maniera significativa nei prossimi mesi sulla disponibilità delle risorse idriche, specialmente di quelle sotterranee, in assenza di un eventuale recupero del deficit pluviometrico nei mesi di, marzo, aprile e maggio 2022.

Le portate dei corsi d’acqua superficiali risultano nel mese di gennaio significativamente inferiori alla media di lungo periodo in molte stazioni dell’Umbria, del Lazio e dell’Abruzzo. Nell’area orientale del distretto (sub-distretto Marche e sub-distretto Abruzzo), non si è ancora esaurita la risalita dei trend per gli effetti delle abbondanti precipitazioni autunnali e di primo inverno, presentando per le Marche uno scenario di nessuna severità ad eccezione per l’ATO 5, che permane in una condizione di alta severità per ragioni di criticità strutturali per gli effetti del sisma del 2016. Per i sub ambiti costieri abruzzesi resta una sostanziale stabilità nello scenario di media severità. Di contro, in tutta la rimanente area distrettuale si evidenzia una inversione dei trend verso il peggioramento.

In tale situazione, che al momento si può ancora definire mediamente di bassa severità distrettuale, l’analisi dei trend degli scenari negativi rappresenta un elemento di fondamentale importanza alla luce dell’evoluzione meteo-climatiche e delle connesse precipitazioni da qui all’inizio della stagione estiva. Questo periodo andrà pertanto monitorato con estrema attenzione poiché, in caso di permanenza di scarsità delle precipitazioni, sarà necessario adottare per tempo misure di contrasto alla scarsità idrica che potrà presentarsi in diverse aree distrettuali.

Maggiori approfondimenti e anche un'analisi dettagliata della situazione nelle singole aree regionali del Distretto sono consultabili all'interno del quarto numero del Bollettino informativo dell'Osservatorio che, come anche tutti i documenti e le relazioni presentate nel corso dei lavori odierni, è consultabile nell'apposita sezione del sito web dell'Autorità.


 

Roma, 23 febbraio 2022

Data di ultima modifica: 25/02/2022
Data di pubblicazione: 25/02/2022