OSSERVATORIO PERMANENTE utilizzi IDRICi

La riunione periodica dell’Osservatorio permanente sull’utilizzo delle risorse idriche restituisce, dopo un febbraio piovoso, un quadro meno preoccupante dei mesi scorsi anche se, con la bella stagione alle porte, la situazione potrebbe comunque presentare qualche criticità in relazione alle precipitazioni del prossimo mese di maggio e se non si prosegue nell’opera di riduzione delle consistenti perdite e di efficientamento delle infrastrutture del sistema idrico con nuovi impianti e ammodernamenti che, anche grazie alle risorse del PNRR, potranno avere nuovo impulso.
L’abituale confronto con le Regioni del Distretto, l’IRSA-CNR, l’ISPRA, l’ISTAT, la Protezione Civile, e i Gestori del Sistema Idrico Integrato, è stato introdotto dal Segretario Generale dell’Autorità che, prima di dare la parola al dirigente dell’Area Risorse Idriche, Pietro Ciaravola, ha dato due comunicazioni importanti sulla problematica relativa alla depurazione delle acque reflue e sui finanziamenti delle infrastrutture idriche (Piano Nazionale degli interventi nel settore idrico Sezione Invasi e Sezione Acquedotti). “Con Anbi, Utilitalia, Federconsumatori, Regioni e ministeri competenti – ha detto Erasmo D’Angelis, aprendo la riunione – abbiamo costituito il tavolo permanente su un tema che è un “campo di battaglia”. Ora siamo in presenza di un regolamento dell’Unione europea che dovrà essere applicato dal giugno del 2023. Non abbiamo tempo da perdere e, entro quella data per evitare ulteriori sanzioni, dovremo avere idee chiare su come intervenire soprattutto lì dove, in particolare al Sud, la scarsa qualità della depurazione pone seri vincoli al riuso. Sulle infrastrutture idriche ci stiamo muovendo con due nostre linee decisive – ha aggiunto – La prima riguarda la sezione invasi e la sezione acquedotti del Piano Nazionale degli Interventi nel settore idrico Piano Invasi e il Piano Acquedotti, che sta per partire con un’elevatissima capacità di finanziamento. L’altra, che sarà presentata nelle prossime settimane con le risorse del Next Generation Ue, conterrà una dotazione per l’acqua con progetti che interessano il Sud Pontino, il Peschiera, Marche, Umbra, Toscana. Le proposte di finanziamento concertate con le Regioni del Distretto sono state accolte e finalizzate nei progetti che dovranno essere conclusi entro luglio 2026 e che daranno alle nostre sette Regioni finanziamenti importanti, direi storici”.

Per il monitoraggio sulla progettazione, ma anche sullo stato di avanzamento di gare e cantieri, il Segretario ha proposto la costituzione di un tavolo tecnico di esperti.

A Emanuele Romano, IRSA-CNR il compito di riassumere la situazione delle condizioni climatiche e idrologiche da dicembre 2020 a marzo 2021 che ha evidenziato precipitazioni abbondanti sul versante Tirrenico e non solo, a dicembre e gennaio, e nella norma o poco sotto la norma a febbraio ma sotto la norma a marzo, soprattutto nelle aree settentrionali del distretto. Nel complesso il quadro d’insieme a tre, sei e 12 mesi, offre una situazione di normalità statistica con un SPI che oscilla tra -1 e +1. Lo sguardo alle sorgenti umbre è, come sempre, fornisce un indicatore che permette previsioni di scarsità idrica in linea generale: sei delle 11 sorgenti mostrano un incremento della portata rispetto alla media, mentre cinque hanno avuto una diminuzione del 15%. “In conclusione – ha detto Romano – possiamo parlare di situazione sotto controllo”.

La parola alle Regioni che hanno confermato, entrando nel dettaglio, la panoramica già illustrata dal IRSA-CNR. L’Umbria con Roberto Checcucci, ha esordito annunciando che il MITE ha autorizzato l’entrata in servizio sperimentale dell’invaso della di diga di Casanuova sul fiume Cascio per poi sottolineare come le piogge di dicembre e gennaio abbiano permesso un buon accumulo di risorse idriche che regalano una situazione “abbastanza positiva” per il livello del Lago Trasimeno. Le sorgenti, che hanno raggiunto il massimo nel mese di febbraio, cominciano a risentire della siccità di marzo e di questi giorni di aprile: saranno importanti le precipitazioni di maggio. Gianluca Marchetti, dall’Abruzzo, è entrato nel dettaglio delle risorse idriche dei sei sub-ambiti regionali per descrivere una situazione così suddivisa: Aquilano (Aquilano: leggero miglioramento rispetto al 2020, Delle Rocche: sufficiente al fabbisogno, Alta Valle Aterno: generalmente in diminuzione con miglioramento nei primi mesi del 2021); Marsicano: sufficiente ai fabbisogni e generalmente stabile; Peligno Alto Sangro: generale stabilità per tutte le sorgenti; Pescarese: ai livelli minimi (2007 escluso) a causa dell’elevata percentuale di perdite; Teramano: portate in generale decremento con una situazione di criticità media sempre originata da perdite; Chietino: elementi di criticità per ora ridotti, ma caratterizzati da cronicità sui quali sarà necessario intervenire.

abruzzo

Conferme anche dalle Marche con un dettaglio nei cinque AATO che, spiega Francesco Bocchino, va da una severità idrica bassa con tendenza al peggioramento (AATO1), nessuna severità, salvo alcune situazioni localizzate negli AATO2/3/4 e una severità alta a Sud a causa del sisma del 2016 che ha compromesso varie sorgenti. Il Lazio e i suoi cinque ambiti: Viterbo, Roma, Rieti, Latina, Frosinone, non dovrebbe avere “grosse criticità – spiega Antonio Battaglino – grazie a maggiori piogge e più precipitazioni, anche nevose, abbondanti” che però non proteggono ancora del tutto da eventuali problemi nel periodo estivo.

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Dalla Protezione Civile Emanuela Campione e Luca Delli Passeri, hanno approfondito la situazione metereologica previsionale del Distretto confermando i dati già esposti dal CNR-IRSA - stiamo un po’ meglio del 2017 e 2019 – ma avanzando previsioni per le prossime tre/quattro settimane e tendenze meteo per maggio e giugno.

 

protezione

 

Emanuele Romano ha mostrato lo stato di avanzamento dei lavori per la redazione del Bollettino informativo periodico dell’Osservatorio che sarà proposto in una prima versione prima dell’estate in attesa di risolvere quei problemi che fin qui non hanno consentito un’analisi delle risorse sotterranee dovuta al mancato funzionamento, anche per lunghi periodi degli indici SRI non sempre ancora metodologicamente sovrapponibili.

Infine Leonardo Gatta, ABDAC e Fabrizio Soddu Legambiente si sono soffermati su Life Blue Lake il progetto che affronta il problema delle microplastiche nei laghi attraverso azioni di governance, formazione, ricerca scientifica, informazione e sensibilizzazione. Per quanto riguarda l’Italia le principali azioni vengono realizzate nei laghi di Garda, Bracciano, Trasimeno e Castriccioni. Su tutti e quattro è già attivo il monitoraggio che coinvolge l’Enea e l’Università politecnica delle Marche – un primo feedback arriverà con il questionario inviato a giorni a tutti i soggetti coinvolti - mentre i primi tre sono interessati da un processo partecipativo che coinvolge in tre workshop specifici in programma a maggio gli enti pubblici, le attività commerciali e le associazioni ambientaliste. Per giugno è previsto il workshop finale che porterà alla redazione della Carta del Lago.

Tutta la documentazione, sarà disponibile come sempre, nell’apposita sezione del sito.

Data di ultima modifica: 22/04/2021
Data di pubblicazione: 21/04/2021