partecipazione Pubblica Lazio
Svolto l'incontro di Partecipazione pubblica per l'aggiornamento del Piano di Gestione distrettuale della risorsa idrica con la Regione Lazio

Si è svolto oggi in modalità videoconferenza l'incontro di Partecipazione pubblica per l'aggiornamento del Piano di Gestione Risorsa Idrica (PGDAC.3) con focus sul Piano Regionale di Tutela delle Acque della Regione Lazio. L’incontro ha chiuso il ciclo di meeting on-line di partecipazione pubblica avviato insieme alle Regioni del Distretto prima dell'estate. Ha aperto i lavori il Segretario generale dell'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino centrale, Erasmo D'Angelis, che ha evidenziato l'importanza del rapporto con le Regioni del Distretto nel percorso di partecipazione finalizzato alla redazione del Piano di gestione distrettuale della Risorsa Idrica. Sottolinea come la Direttiva 2000/60/CE (Quadro acque) consideri la partecipazione pubblica un elemento fondamentale per il concreto raggiungimento degli obiettivi di tutela della risorsa idrica e il successo della Direttiva stessa,  in particolare oggi che il tema della transizione ecologica è urgente e prioritario al fine di assumere decisioni e misure non solo di mitigazione degli impatti antropici ma anche per la resilienza alle problematiche connesse ai cambiamenti climatici: la condivisione e l’accettazione delle decisioni deve coinvolgere un target di portatori di interesse più ampio possibile. È indubbio che il tema dell'emergenza ambientale e della necessità di diminuire nel breve termine, e in prospettiva azzerare, le emissioni nocive per l'ambiente è  un elemento di cui va tenuto conto anche all'interno di una discussione riguardante specificamente i piani di gestione. Gli eventi atmosferici definiti "estremi" o "eccezionali" ha evidenziato D'Angelis, si presentano in marcato aumento per intensità e frequenza e di questo bisogna tener conto anche con riferimento ai sistemi di approvvigionamento e di distribuzione della risorsa idrica ma sempre nel quadro di tutela disegnato dalla Direttiva 2000/60/CE.
Anche per questo, ha annunciato il Segretario generale, l'Autorità ha avviato un'interlocuzione con il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) per mettere a punto dei modelli probabilistici sull'area attualmente interessata dal progetto ReSTART (cratere sismico 2016-2017) e sull'intera area metropolitana di Roma. Una città, ha sottolineato D'Angelis, "che è forse la più ricca d'acqua al mondo": "Ma dobbiamo gestirla in modo sostenibile", ha aggiunto ricordando che sono previsti stanziamenti del Pnrr a tal fine e in particolare anche per ammodernare l'acquedotto pontino.
Anche Rosario Previti, coordinatore della Divisione IV della Direzione generale per la sicurezza del suolo e dell'Acqua del Ministero per la Transizione ecologica, ha insistito su questo tasto: "La pianificazione deve contribuire a trovare soluzioni per limitare gli impatti del cambiamento climatico sulle acque, condividendo le scelte con il territorio per la tutela e il corretto utilizzo di un bene comune primario, nel medio e lungo periodo".
Irene De Chiaro, dell'Area amministrativa, legale e istituzionale dell'Autorità, ha illustrato il processo di pianificazione delineato dalla Direttiva 2000/60/CE, ponendolo in relazione alle procedure di verifica e di controllo seguite dalla Commissione europea attraverso un meccanismo di scambio di informazioni tra la Commissione e gli Stati membri, preventivo alle possibili procedure d'infrazione, facendo notare che "occorre un'azione coordinata tra tutti gli attori coinvolti nel processo di pianificazione per affrontare e superare le criticità". Pietro Ciaravola, Dirigente dell'Area risorsa idrica dell'Autorità ha invece descritto nel dettaglio i contenuti del secondo aggiornamento del Piano di gestione della risorsa idrica, fornendo un focus sul modello Dpsir, sulle raccomandazioni della Commissione UE per il secondo ciclo dei Piani di Gestione dei bacini idrografici e sulle le misure del Piano e gli strumenti finanziari Poa, Piano invasi e Acquedotti, Progetto ReSTART e Pnrr.
Per la Regione Lazio, la dirigente dell'Area qualità dell'ambiente Filippa De Martino ha illustrato il Piano regionale di tutela delle acque, sottolineando che "il secondo aggiornamento del Piano ha implementato una nuova rete di monitoraggio dei corpi idrici sotterranei, messa a punto da Arpa Lazio". E proprio per Arpa Lazio Alberto Di Ludovico ha descritto le attività di monitoraggio dei corpi idrici sotterranei del Lazio, concludendo il suo intervento con la proposta di classificazione del loro stato chimico.
Emanuele Sillato, dell'Area risorsa idrica dell'Autorità, ha affrontato il tema della centralità delle attività svolte e programmate dall'Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici in rapporto al Piano di gestione e alla tutela della risorsa idrica, ha sottolineato l'importanza delle misure programmatiche e strategiche in tale ambito e ha descritto contenuti e finalità del Bollettino Informativo dell'Osservatorio, uscito a settembre con il secondo numero.
Antonio Battaglino, dirigente della Direzione regionale Lavori pubblici, Stazione unica appalti, Risorse idriche e Difesa del suolo della Regione Lazio, ha illustrato i programmi di intervento regionali nel settore idrico "in un'ottica di gestione sostenibile della risorsa", dedicando spazio anche alla crisi idrica del 2017 e ai progressi attuativi del conseguente Piano di intervento costituito sostanzialmente da tre linee di attività: Interconnessione delle reti, recupero dispersioni, potenziamento di fonti esistenti e nuove.
Segio Tarsiero, per Arpa Lazio, ha invece descritto uno studio, condotto insieme ad Istat e Regione Lazio, sugli agglomerati, come da direttiva 91/271/CE, correlandoli ai depuratori che li servono, per arrivare a una stima della loro capacità depurativa e del refluo rilasciato. Ha illustrato inoltre un nuovo studio in corso della Regione Lazio in relazione all’implementazione della Direttiva 2000/60/CE (Quadro Acque).

Tutti i materiali illustrati durante l'incontro di oggi sono consultabili sul sito web dell'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino centrale.

 

Data di ultima modifica: 03/11/2021
Data di pubblicazione: 03/11/2021