osservatorio
D’Angelis: “Ora maggiore attenzione alle infrastrutture e al risparmio”

È evidente che siamo di fronte ad una situazione di crisi idrica severa”. Con queste parole Erasmo D’Angelis ha aperto la riunione straordinaria dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici. Il Segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale ha sottolineato nel suo intervento introduttivo l’esigenza di porre in campo con urgenza ogni azione utile per mitigare le ricadute negative e i possibili danni al settore dell’agricoltura, i disagi nella distribuzione dell’idropotabile, ma soprattutto la necessità di investimenti di risorse adeguate ai piani invasi, al revamping e alle interconnessioni delle reti degli acquedotti. Anche il tema del riuso della risorsa non è più procrastinabile e deve trovare urgenti modalità applicative, e più in generale il tema non solo del recupero ma dell’uso razionale e sostenibile di una risorsa così preziosa quanto a rischio anche a causa dei cambiamenti climatici. “Noi lo diciamo dalla prima riunione dell’Osservatorio - ha sottolineato D’Angelis - l’emergenza climatica ormai è acclarata e la siccità, le crisi idriche, si devono combattere durante tutto l’anno e ancor di più nel corso delle stagioni invernali. Bisogna dedicare maggiore attenzione al tema delle infrastrutture. Ed è paradossale che oggi invasiamo meno acqua di quanto si facesse cinquant’anni fa. Quindi è giusto parlare oggi di crisi idrica, ma si dovrebbe parlare a maggior ragione anche di crisi di infrastrutture”.

A delineare il quadro attuale della risorsa idrica all’interno del Distretto dell’Italia centrale è stato il ricercatore dell’Irsa-Cnr Emanuele Romano. Dai rilevamenti effettuati risulta che le precipitazioni nel mese di maggio sono sotto la media in tutta l’area: le scarse precipitazioni hanno determinato un peggioramento dei valori della media a tre mesi, che risulta “significativamente sotto la media con condizioni da «molto secche» a «estremamente secche»”.

L’analisi delle previsioni meteo climatiche è affidata al Dipartimento nazionale della Protezione Civile: Sulle regioni centrali deficit elevati, tra il -60%, -70% su bassa Toscana, Umbria e Lazio; anomalie di circa il -40% sulle Marche; precipitazioni in media sull’Abruzzo.

Un quadro complessivo che è stato confermato in concreto dalle analisi dello stato della risorsa illustrato dalle singole Regioni del Distretto. La Regione Umbria registra “un deficit di circa il 45% che era fino a marzo intorno al 50%, grazie ad un parziale recupero delle precipitazioni nel mese di aprile” e sottolinea che “pur avendo adottato tutte le misure preventive, prevale uno stato critico non ragionevolmente prevedibile, nel quale la disponibilità della risorsa idrica non risulta sufficiente ad evitare possibili danni al sistema”.

Critico anche il quadro complessivo registrato nelle altre Regioni, con le Marche che segnalano una “severità idrica bassa ma con possibile tendenza al rapido peggioramento”, più stabile e resiliente l’Abruzzo ma con una “severità idrica media tendente ad alta” nel sub ambito del Teramano e il Lazio che però al contempo evidenzia anche un aspetto di positività: “Seppur in una condizione di deficit pluviometrico simile a quella del 2017, gli interventi posti in essere dopo tale evento (interconnessione reti, recupero perdite, ricerca nuove fonti, etc) consentono di prevedere impatti più limitati sulla popolazione rispetto all’anno 2017. Allo stato si registra tuttavia uno stato di severità medio con tendenza al peggioramento della situazione”.

Si legge dunque nel numero straordinario del “Bollettino Informativo dell’Osservatorio”, presentato da Emanuele Sillato, dell’Area risorsa idrica dell’Autorità, insieme al Dirigente della medesima Area Pietro Ciaravola: “Tale situazione ha determinato un peggioramento degli scenari di severità: si è passati da “nessuna” a “bassa” severità nel resto della Regione Marche e da “bassa” a “media” severità in quasi tutta la Regione Lazio. Rimane a livello di severità “alta” la Regione Umbria, il cui sistema idrico integrato necessita di interventi a medio e lungo termine per renderlo maggiormente resiliente. In controtendenza i sub-ambiti Pescarese e Peligno - Alto Sangro che passano da “bassa” a “nessuna” severità, principalmente grazie a situazioni meteo climatiche localmente più favorevoli (maggiori precipitazioni invernali e scioglimento del manto nevoso)”. Viene inoltre evidenziato dal documento presentato nel corso della riunione straordinaria dell’Osservatorio che “si conferma uno stato di severità complessiva media distrettuale con tendenza al peggioramento alla quale si contrappongono molteplici e diversificate azioni di contrasto (immediate, a medio e lungo termine) finalizzate a rendere più resiliente alle crisi siccitose il sistema di approvvigionamento e di distribuzione della risorsa nel Distretto. Pertanto l’Osservatorio mantiene il ruolo di Cabina di Regia per la gestione della crisi idrica, continuando nella ricognizione delle misure e delle azioni, anche emergenziali, messe in atto e/o previste finalizzate a limitare gli impatti della siccità e, per quanto possibile, ad evitare l'instaurarsi di uno scenario complessivo di criticità elevata in ambito distrettuale”.

L’autorità, oltre alla consueta pubblicazione e diffusione del Bollettino Informativo dell’Osservatorio (BIO), provvederà ad una comunicazione puntuale ai Presidenti delle Regioni sullo stato della situazione e sulle valutazioni dei provvedimenti più urgenti per fronteggiare la situazione ed evitare per quanto possibile l’estendersi al complesso del Distretto lo scenario di severità idrica alto.

Tutto il materiale presentato nel corso dell’Osservatorio sarà consultabile sul sito web dell’Autorità.


 

Roma, 21 giugno 2022

Data di ultima modifica: 05/08/2022
Data di pubblicazione: 24/06/2022