Consultazione pubblica

L’attenzione e le presenze, seppure on line, dei tanti interlocutori al secondo appuntamento di consultazione pubblica organizzato dall’Autorità di Bacino dell’Appennino Centrale per il secondo aggiornamento del Piano di gestione risorsa idrica (PGDAC.3) delle regioni Abruzzo e Molise e dell’aggiornamento del Piano di tutela delle acque della regione Abruzzo, dimostra l’importanza di uno strumento che è sì stabilito dalle leggi, ma come hanno ribadito gli intervenuti, è necessario per approfondire e coinvolgere. Perché bisogna conoscere per meglio progettare.

Interessante e denso di spunti l’appuntamento dello scorso 4 giugno – di cui è possibile rivedere l’integrale QUI – che ha coinvolto i vertici politici delle due regioni, il ministero della Transizione ecologica, i dirigenti e gli esperti dell’Abdac, le agenzie di sviluppo territoriali e le forze dell’ordine impegnate nella tutela forestale. Perché, al di là delle competenze e delle responsabilità, senza “la tutela delle risorse naturali, a cominciare da quella idrica, non ci può essere uno sviluppo territoriale”, gli obiettivi sono comuni e la sfida “o si vince o si perde tutti insieme”.

Il vicepresidente della Giunta Regionale Abruzzo, Emanuele Imprudente, ha sottolineato, infatti come la “qualità delle acque sia al centro delle politiche attive della Regione”, così come il “monitoraggio della rete idrica regionale” impegna il Molise come ha ricordato il sottosegretario alla presidenza della giunta con delega all’ambiente, Roberto Di Baggio. Nelle parole del direttore del dipartimento Territorio e Ambiente dell’Abruzzo, Pierpaolo Pescara, la consapevolezza dell’importanza della partecipazione pubblica per eliminare ogni ostacolo a quelle azioni necessarie alla salvaguardia delle risorse naturali, consapevolezza condivisa con il presidente di Abruzzo Sviluppo Spa, Stefano Maria Cianciotta, che dal vertice di un’agenzia di svilu ppo, sperimenta in continuazione il valore del coinvolgimento degli stakeholeder su progetti che intervengono sull’ambiente e non solo.

“Fare buoni piani è importante, fare sì che abbiano un buon impatto nel territorio lo è ancora di più”, ha ribadito il coordinatore della divisione della tutela del suolo e delle acque, del MITE Rosario Previti, invitando a una collaborazione continua e non obbligata dalle norme, “Ministero, Autorità e Regioni”.

Sono entrati nel vivo dell’argomento il dirigente e il funzionario dell’Abdac, Pietro Ciaravola che ha illustrato il Piano di gestione della risorsa idrica del distretto e gli step del percorso di partecipazione pubblica ed Emanuele Sillato, che si è soffermato sull’Osservatorio permanente degli utilizzi idrici. Come Gianluca Marchetti che ha focalizzato l’attenzione sulle attività del sub-distretto Abruzzo all’interno dell’Osservatorio stesso dando modo a Sabrina Di Giuseppe, dirigente del Servizio Gestione Qualità Acque della stessa regione di approfondire le attività messe in campo e le convenzioni con CNR, Carabinieri e Forestali.

Puntuale, come sempre l’intervento dell’avvocata Abdac Irene De Chiaro che ha illustrato l’evoluzione normativa tra i vari livelli della gestione della risorsa idrica e gli attori e gli strumenti previsti del TUA. Importante il contributo dell’attività di controllo ambientali sulla risorsa idrica illustrato dal generale dei Carabinieri forestali Giampiero Costantini e Saverio Madeo.

All’incontro hanno preso parte, sempre dall’Abruzzo, anche Antonio Pizzonia, e la geologa Marilena Segato.

L’incontro moderato da Simone Collini, ufficio comunicazione dell’Autorità è stato concluso dall’ingegner Ciaravola che ha auspicato la messa a sistema di tutte le informazioni disponibili.



 

Data di ultima modifica: 09/06/2021
Data di pubblicazione: 09/06/2021