Consultazione pubblica

Coordinamento, integrazione e partecipazione. Le parole chiave del primo di una serie di incontri che aprono alla consultazione pubblica per l’aggiornamento e la revisione del PGDAC (piano gestione acque) e PGRA (piano gestione rischio alluvioni) in osservanza alla Direttiva 2000/60/CE (Direttiva Quadro Acque) e alla Direttiva 2007/60/CE (Direttiva Alluvioni) che si concluderà con l’adozione dei piani a fine 2021 durante la Conferenza Istituzionale Permanente.

Una mattinata di confronto e approfondimento, prima di un breve spazio Q&A, anticipatore di mesi che daranno voce a istituzioni, stakeholder, enti, associazioni… pronti a partecipare a un processo che deve assicurare l’adozione di piani condivisi ed efficaci per la gestione del patrimonio idrologico e la prevenzione del rischio alluvioni dei quasi 43mila chilometri di territorio ricompresi del distretto dell’Autorità di Bacino dell’Appennino Centrale

“Di partecipazione pubblica parliamo soltanto durante o dopo le emergenze – ha ricordato il segretario generale, Erasmo D’Angelis aprendo l’incontro on line - ed è invece importante che questo lavoro che oggi facciamo insieme al MiTE, all’Ispra, alla Protezione Civile, alle regioni del distretto, funzioni ogni giorno per salvaguardare un pezzo di Paese molto complicato in cui anche un’urbanizzazione incontrollata ha aggravato le fragilità del territorio”. Nel ricordare l’azione dell’Abdac – tra l’altro il progetto Restart e, domani, 6 maggio, la presentazione del piano di invasi sul fiume Paglia – il segretario ha auspicato che la consultazione pubblica porti all’adozione di due strumenti che servano a realizzare uno sviluppo urbanistico sostenibile.

“Perché Ministero della Transizione ecologica non resti soltanto un cambio di nome – ha auspicato Rosario Previti, MiTE – la fase di consultazione è un percorso decisivo. Osservazioni coordinate e utili devono contribuire a migliorare entrambi i piani”. Entrambi e insieme perché, seppure si tratti del primo aggiornamento del PGRA e del secondo per il PGDAC, “non possono essere analizzati in maniera distinta”. Coordinamento e integrazione che servono anche a coprire una macchina organizzativa, qual è quella del MiTe non attrezzata fino in fondo ad essere sempre presente. Ecco, allora i progetti dedicati “MettiamociInRiga e Creiamo PA che aiuteranno il percorso permettendo il superamento di variabili e ostacoli.

Fondamentale il ruolo dell’Ispra e dell’area che Martina Bussettini ha sintetizzato in “Tutela dalle e delle acque”, per partire dal locale e arrivare all’internazionale attraverso formazione, statistiche, norme, metodi e istruttorie messi a disposizione dall’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale.

Ad entrare nel merito dei piani e soprattutto negli aggiornamenti raccolti da 2015 a oggi, i responsabili dell’area Difesa suolo e dell’area Risorsa Idrica, dell’Abdac.

L’ingegner Carlo Ferranti ha spiegato che, mentre nel 2015 l’Autorità aveva collazionato pianificazioni regionali, “questo primo aggiornamento ci riguarda come primo attore e ci permette di mettere a sistema tutte le conoscenze di studi precedenti con un buona individuazione delle aree definite e il raggiungimento dell’obiettivo di omogeneità”. Paola Malvati è entrata nel dettaglio dell’aggiornamento del PGRA: strumenti di pianificazione, ampliamento del perimetro distrettuale (Fiora e Marche nord), misure di gestione del rischio residue, mappe e aree potenziali di rischio significativo e future flood: “323 mappe per un piano conoscitivo imponente, con novità sulle misure che riguardano il cambiamento climatico e il database delle piogge su piano regionale”.

Farà parte della consultazione pubblica un questionario che non è un sondaggio di gradimento sul piano in valutazione, ma fornisce informazioni sull’attività svolta e acquisisce osservazioni di cui si terrà conto in sede di approvazione, a dicembre, del piano.

Il secondo aggiornamento del PGDAC è stato illustrato dal dirigente Pietro Ciaravola “dal 2015 a oggi si sono verificati eventi che hanno cambiato la gestione idrica del nostro territorio a partire dagli eventi sismici del 2016/2017 che hanno distrutto infrastrutture e provocato ricadute su strutture sotterranee e portata delle sorgenti, per continuare con i periodi di siccità del 2017 e 2020”. Il modello DPSIR (Determinanti – Pressioni – Stato -Impatti- Risposte) i nuovi strumenti finanziari (quali i fondi del progetto Restar che hanno permesso l’avvio di 15 stazioni nelle aree del cratere e quelli del POA destinati a colmare mancanza di dati e conoscenze per un sistema ottimale della risorsa idrica), i dati dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi delle risorse idriche e, in arrivo, il Bollettino siccità, sono alcune delle novità contenute nell’aggiornamento. Anche l’area risorse idriche ha predisposto un questionario sul piano che, ha spiegato Emanuele Sillato “E’ soltanto il primo. Perché ci saranno altri cinque incontri di partecipazione e quindi altrettanti questionari. Il successo di questa fase passa attraverso la partecipazione pubblica”.

Fondamentale il ruolo della prevenzione e del dipartimento della Protezione Civile che con il Sistema di Allertamento Nazionale tiene sotto osservazione fenomeni di dissesto idrogeologico quali frane e inondazioni che nel solo 2020 hanno provocato 42 vittime e oltre 3000 senza tetto. Previsione, monitoraggio, sorveglianza, ha spiegato Fausto Guzzetti, con stazioni, sensori, radar che, in alcuni casi possono dire a chiunque, ogni cinque minuti, qual è la possibilità o la quantità di precipitazioni.

All’avvocato Irene De Chiaro dell’ Abdac e Mario Smargiasso ufficio dirigenziale Marche/Abruzzo Abdac il compito di chiudere con gli strumenti di attuazione dei piani di gestione distrettuale e gli esempi di partecipazione dei Contratti di Fiume e di dare la parola alle domande di WWF, Fare Verde, Associazione italiana di Geologia. Soltanto un assaggio di quel coordinamento, integrazione e partecipazione che è soltanto partito.

 

Tutti i materiali presentati dai relatori saranno disponibili sul sito.

Data di ultima modifica: 05/05/2021
Data di pubblicazione: 05/05/2021