Convegno Re-Start, 4 Luglio 2019

Vorrei tratteggiare ulteriormente, seppur in breve tempo, la genesi del Progetto ReSTART.  E quindi descrivervi come è nata la proposta progettuale e per rispondere a quale tipo di esigenza.

Come evidenziato nel logo, le attività, i prodotti e le metodologie sviluppate nell’ambito del  ReSTART potranno rappresentare un innovativo modello, riutilizzabile a livello metodologico per altre aree del Paese. Tale aspetto ha certamente stimolato l’interesse dell’Agenzia di Coesione Territoriale che ha ammesso il progetto proposto, condiviso con le quattro Regioni interessate, a finanziamento.

Già da qualche anno, nell’ambito delle competenze elettive dell’Autorità di bacino distrettuale (difesa del suolo, risanamento idrogeologico e tutela quali-quantitativa della risorsa idrica) esercitate attraverso la pianificazione distrettuale, vi sono stati significativi cambiamenti in materia di governance.

Tra gli obiettivi strategici del Progetto ReSTART vi è quello di rafforzare la capacità di governo delle istituzioni centrali, regionali e locali attraverso un modello di rapporti istituzionali che, includendo anche l’apporto di stakeholder pubblici e privati, definisca i processi di ricostruzione post-sisma in un più generale sistema di azioni tese a garantire la sicurezza idrogeologica e la gestione sostenibile delle risorse idriche. Il complesso delle attività è sviluppato quindi sinergicamente con i partner di progetto e diverse altre strutture, identificabili nel DNPC, le quattro Regioni interessate dal cratere sismico, il MATTM, il MIT, il MIPAAFT, l’ISPRA-SNPA e la struttura del Commissario per la ricostruzione, oltre d altri enti pubblici, istituti di ricerca e portatori di interessi pubblici e privati.

Le attività specifiche di progetto, quali strumenti concorrenti al conseguimento degli obiettivi operativi e poi strategici, sono state già ampiamente descritte nei precedenti interventi. Rimane forse da dire qualcosa sulla Linea trasversale disseminazione e comunicazione, che vede la propria declinazione secondo due obiettivi entrambi trasversali a tutto il progetto ReSTART:

1) la piattaforma tecnologica in cui risiedono non solo i database di natura tecnico-scientifica necessari allo sviluppo del progetto ma anche le informazioni accessibili a stakeholder pubblici e privati accessibili secondo una architettura client/server ed opendata; la linea di intervento prevede quindi il progetto del sistema informativo territoriale su piattaforma geodatabase Open Source secondo gli indirizzi di settore e le norme ICT, anche in ottica di Open Data.

2) le attività vere e proprie di disseminazione mediante seminari, incontri pubblici, conferenze partecipative e di interventi informativi nelle scuole. È prevista anche la realizzazione di spazi dedicati sui social media più diffusi dai quali sia possibile raccogliere il messaggio della popolazione insediata nelle aree del cratere. L’obiettivo è quello di conseguire, oltre al miglioramento della consapevolezza e quindi della resilienza, un vero e proprio percorso comunicativo a due vie: dal livello del cittadino a quello delle istituzioni e viceversa.

Ancora più in particolare, la Linea trasversale disseminazione e comunicazione è implementata attraverso l’attività codificata come A13, recante “Interventi per rafforzare consapevolezza e resilienza. - Comunicazione”, che vede tra i principali destinatari le Regioni, i Comuni, i portatori di interessi pubblici e privati e le  popolazioni insediate nelle aree interessate dal progetto.

L’attività A13 viene considerata prioritaria e propedeutica al raggiungimento dell’Obiettivo generale 1 “Ricostruzione post sisma in condizioni di sicurezza idrogeologica da fenomeni pregressi e sismo indotti” poiché è necessaria a creare il clima culturale in cui il progetto ReSTART può essere accolto e svilupparsi con maggiore efficacia. L’attività, come già detto, implementa la Linea trasversale disseminazione e comunicazione e prevede la realizzazione di attività di informazione, comunicazione e partecipazione pro-attiva delle popolazioni insediate in aree a rischio per aumentarne la consapevolezza e la resilienza, prevedendo la produzione di materiali info-grafici e multimediali per la diffusione delle conoscenze nel corso di incontri partecipativi e seminari pubblici; è sviluppata con notevole impegno del personale interno che gestendo la maggior parte delle attività del progetto è in grado di rapportarsi con i diversi stakeholders nei processi partecipativi. È necessario, per lo sviluppo dell’attività, mettere in campo una pluralità di iniziative durante tutta la durata del progetto che riguardano l’informazione e la consultazione delle popolazioni insediate.

Per l’informazione: Comunicazione online, Stand pubblici, Mostre pubbliche, Copertura mediatica, Formazione educativa, Concorsi negli istituti scolastici.

Per la consultazione: Chat online, Social network virtuali, Sondaggi: interviste o questionari, Progetti nelle scuole, World café.

Con questo obiettivo è stato pensato nell’ambito di ReSTART uno specifico progetto per l'educazione alla resilienza nei confronti del rischio idro-geologico e sismico per formare alla conoscenza, all'educazione al rischio e alla migliore gestione della comunicazione. Il progetto, in questa fase iniziale, si è giovato del contributo ideativo della commissione per la Previsione e Prevenzione Grandi Rischi, dell'Università "La Sapienza" di Roma e dell'Osservatorio della Comunicazione Digitale dell'Associazione PA SOCIAL. Il progetto si articola in corsi di formazione/preparazione ed è rivolto ad amministratori pubblici, comunicatori, insegnanti, reti professionali, qualificate associazioni di volontariato.

È inoltre previsto un “progetto scuola” con interventi sulla popolazione in età scolare. In particolare, ha come obiettivo la preparazione e l’informazione alla popolazione più sensibile e ricettiva, che è appunto quella in età scolare, in modo da favorire la partecipazione e lo sviluppo di competenze rispetto al rischio idrogeologico e sismico specifico del contesto in cui vive la popolazione destinataria dell’intervento; il target è quindi costituito da insegnanti e studenti. Il metodo utilizzato prevede di Fornire informazioni sul rischio idrogeologico e sismico stimolando un comportamento partecipativo. L’attività si giova di scambi e contatti con Enti ed istituti scolastici e comprende anche attività di formazione sulle specificità dell'attività rivolta sia al personale interno che ad altri soggetti.

In conclusione del mio intervento tengo a sottolineare come - seppur ad uno stadio embrionale rispetto ad alcuni specifici contenuti del Progetto ReSTART - l’Autorità si fosse già posta il problema di dover gestire la pianificazione di assetto idrogeologico per i territori ricadenti nel cratere sismico ai fini della ricostruzione. I predetti piani, redatti antecedentemente al sisma, recano impostazioni concettuali diverse e norme tecniche di attuazione non omogenee. E questa eterogeneità, che costituisce comunque un problema nella gestione del territorio distrettuale e che nel medio periodo troverà soluzione nel cd “PAI distrettuale”, costituisce un potenziale ostacolo all’azione di ricostruzione nel cratere sismico, interessato appunto dai seguenti Piani di Assetto Idrogeologico:

- bacino di rilievo nazionale del fiume Tevere;

- bacini interregionale del fiume Tronto;

- bacini regionali delle Marche;

- bacini regionali dell’Abruzzo.

A tal proposito, già all’inizio dello scorso anno si pensò ad una previsione normativa che semplificasse il più possibile tali problematiche di gestione della pianificazione di assetto idrogeologico nell’ambito del cratere sismico ai fini ricostruttivi prevedendo il “superamento”, nell’ambito del cratere sismico e per accelerare gli interventi di ricostruzione, dei piani di assetto idrogeologico vigenti alle seguenti condizioni:

a) che fosse effettuata da parte del soggetto attuatore una valutazione della compatibilità dell'intervento con la pericolosità idrogeologica dell'area;

b) che fossero apportate le eventuali misure di mitigazione del rischio;

c) che gli edifici ripristinati o ricostruiti fossero siano utilizzati dopo l'esecuzione ed il collaudo delle eventuali opere di mitigazione, esprimendo l’Autorità di bacino distrettuale il proprio parere sugli interventi di ricostruzione.

L’efficacia semplificatoria della previsione normativa proposta è di immediata evidenza ma, all’epoca, non trovò il necessario “spazio” poiché forse non erano ancora stati compiutamente evidenziati i riferiti problemi di gestione della pianificazione.

Confidiamo ora, anche per questi aspetti specifici, nella attuazione del Progetto ReSTART, che affronta la materia sistematicamente ed esaustivamente.

Letizia Oddi

Data di ultima modifica: 12/07/2019
Data di pubblicazione: 12/07/2019